6° Catechesi

  1. Proposito di questa prima parte

 

Ricordavamo prima che San Luigi Maria propone che l’inizio della preparazione consista in 12 giorni di degli Esercizi Spirituali per “liberarsi dallo spirito del mondo, contrario allo spirito di Gesù Cristo”.

Dopo aver ricordato le verità essenziali della nostra Fede, tocca oggi considerare proprio quel “mondo” dal quale dobbiamo necessariamente liberarci se vogliamo arrivare a Gesù per mezzo di Maria.

 

 

     2. Cosa s’intende per “mondo”?

 

Il termine “mondo” ha diversi significati. Vediamoli per capire cosa intendiamo in questo contesto:

 

  1. La terra, il pianeta in cui viviamo

  2. L’universo, insieme degli esseri creati.

 

Di questi due primi si intende il mondo come cosa buona: Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona (Gen 1, 31). Il terzo significato è quello che interessa in questa lezione.

 

  1. “Mondo” viene a significare la vanità e piaceri peccaminosi al quale si consegnano le persone che vivono dimentiche di Dio. In questo senso il mondo è nemico di Cristo: Il mondo mi odia (Cfr. Gv 15, 18).

  2. Come sinonimo delle strutture terrene che costituiscono la rete di relazioni e attività dei laici nel proprio ambito secolare: in questo senso i laici devono, per primo, «collaborare con il mondo della creazione mediante il lavoro e il mondo della redenzione mediante l’apostolato» (Dir Terzo Ordine n. 50).

 

Ogni membro deve essere per il mondo un testimone della risurrezione e della vita del Signore Gesù e un segno del Dio vivo. Tutti insieme ed ognuno per sé, devono alimentare il mondo con i frutti spirituali e diffondere in esso lo spirito da cui sono animati quei poveri, miti e pacifici che il Signore nel Vangelo proclamò beati. In una parola, compiere “ciò che l’anima è per il corpo, questo devono essere i cristiani nel mondo” (Dir Terzo Ordine n. 50).

 

In questa lezione intendiamo il mondo esclusivamente nella terza modalità del termine, secondo Cristo lo presenta come nemico suo e pertanto anche nostro nemico. Lasceremo però una riflessione finale rivolta al quarto significato.

 

       3. La Sacra Scrittura e la concezione del mondo come “nemico di Cristo”

Gesù parlava riguardo al mondo ai suoi discepoli in termini di “odio” e opposizione:

Se il mondo vi odia, sapete bene che prima di voi ha odiato me.Se foste del mondo, il mondo amerebbe quello che è suo; poiché non siete del mondo, ma io ho scelto voi in mezzo al mondo, perciò il mondo vi odia (Gv 15,18-19).

Se noi siamo cristiani realmente, necessariamente saremmo odiati dal mondo e separati da esso. Ma qual è il motivo di questa totale opposizione? Tutto il mondo giace sotto il potere del maligno (1 Gv 5,19).

 

Grazia a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signore Gesù Cristo, che ha dato sé stesso per i nostri peccati, per sottrarci al presente secolo malvagio, secondo la volontà del nostro Dio e Padre, al quale sia la gloria nei secoli… (Gal 1, 3-5).

Coloro che sono di Cristo, ma prima si trovavano sotto il peccato, vivevano schiavizzati al mondo (Gal 4,3; Col 2,8), seguendo il procedere del mondo (Ef 2,2), accecati dal dio di questo mondo (2Cor 4,4) dal seduttore del mondo intero (Ap 12,9) che domina questo mondo tenebroso (Ef 6,12).

Di tutta questa schiavitù a cui il mondo vuole sottometterci, Cristo è venuto a liberarci opponendo ad esso il suo Vangelo.

 

       4. Il mondo, nemico di ogni anima

 

Se lo era per Gesù, anche per noi il mondo dev’essere un nemico. Lo “spirito mondano” consiste nel clima anticristiano che si forma tra le persone che vivono dimentiche di Dio e dedite solo alle cose della terra. È quindi un’atmosfera che avvolge le persone in un modo di pensare, di desiderare e di preoccuparsi solo in ordine ai beni terreni, per vivere appunto una vita meramente mondana, senza considerare la vita eterna. Cristo è venuto per darci la Vita Eterna, e per questo il mondo lo odia. E’ venuto ad insegnarci la dottrina della sua “Vera Vita” attraverso la “liberazione” da questo spirito mondano.

 

Come attacca noi questo nemico? Questo ambiente mondano è costituito e si manifesta in quattro forme principali che descriviamo seguendo Royo Marin:

 

1. False massime. Sono i principi di pensiero in diretta opposizione a quelle del Vangelo. Il mondo esalta le ricchezze, i piaceri, la violenza, l’inganno e la frode posti al servizio del proprio egoismo, l’illimitata libertà per darsi ad ogni specie di eccessi e di peccati. “Siamo giovani, dobbiamo goderci la vita”; “Dio è buono e comprensivo e non ci danneremo solo perché godiamo e ci divertiamo”; “Occorre guadagnare molto denaro, in qualsiasi modo”; “La cosa più importante è la salute, la vita lunga, il mangiare e il vestire bene, il divertirsi più possibile”; ecc.

 

Queste sono le massime consacrate dal mondo. Non riesce a concepire nulla di più nobile e di più elevato; lo stancano e lo infastidiscono le massime contrarie, che sono appunto quelle del Vangelo. E si spinge tanto avanti, il mondo, nella sovversione dei valori, che un volgare ladro viene reputato “un uomo abile nei suoi affari”, un seduttore è considerato “un uomo allegro e simpatico”, un empio e un libero pensatore è tenuto come “uno spirito forte”; una donna abbigliata in modo indecente e provocante, viene considerata una persona che “segue la moda”; e così via.

 

Ricorriamo a Maria perché «la vera devozione alla Vergine rende l’anima coraggiosa nell'opporsi alle mode e alle massime del mondo» (TVD 109).

 

2. Persecuzione. In secondo luogo lo spirito mondano è caratterizzato dalla burla e persecuzione di ciò che il cristiano ama.

Pure San Luigi Maria osserva che «gli amici del mondo hanno sempre perseguitato e continueranno più che mai a perseguitare quelli e quelle che appartengono alla santissima Vergine» (TVD 54), e con questa indicazione il santo ci indica un vero e proprio l’odio di cui siamo oggetto se ci consacriamo a Lei.

In concreto il mondo burla e perseguita la vita di pietà; contro i vestiti decenti ed onesti. Gli spettacoli morali, che elevano lo spirito, vengono definiti ridicoli e noiosi; è preso in giro chi ha delicatezza di coscienza negli affari. Riguardo le leggi sante del matrimonio, il mondano le considera antiquate ed impossibili da praticarsi.

 

3. Concupiscenza. In terzo luogo, il mondano è colui che dà la priorità ai piaceri e divertimenti, sempre più raffinati e immorali: teatri, cinema, balli, centri di perversione, spiagge e piscine con promiscuità di sessi; giornali, riviste, romanzi, mode indecenti, conversazioni turpi, barzellette procaci, frasi a doppio senso, ecc. Non si pensa e non si vive se non per il piacere e il divertimento, a cui si sacrifica spesso il riposo e lo stesso stipendio indispensabile alle necessità più urgenti della vita.

 

4. Scandali. Scandali e cattivi esempi quasi continui, fino al punto che non è possibile uscire per strada, aprire un giornale, guardare una vetrina, udire una conversazione senza che appaia in tutta la sua crudezza l’istigazione al male. A ragione diceva san Giovanni che il mondo è immerso nel male: tutto il mondo giace sotto il potere del Maligno (1Gv 5,19). Il divino Maestro ci ha messo in guardia contro le seduzioni del mondo: Guai al mondo a causa degli scandali! (Mt 18,7). Annunciandoci il terribile destino che attende gli scandalosi.

 

«Cari confratelli, ricordate che il nostro buon Gesù rivolge ora il suo sguardo e la sua parola a ciascuno di voi singolarmente. Vi dice: “Ecco. Quasi tutti mi lasciano solo sulla via regale della Croce. Nella loro cecità gli idolatri si beffano della mia Croce come d'una pazzia. Gli ebrei ostinati ne fanno un motivo di scandalo, come si trattasse di una cosa orrenda. Gli eretici la spezzano e l'abbattono come cosa spregevole. Ma -lo dico con le lacrime agli occhi e il cuore affranto dal dolore- i miei stessi figli che ho allevato in seno e formato alla mia scuola, le stesse membra che ho animato con il mio spirito mi hanno abbandonato e disprezzato. Sono diventati nemici della mia Croce! «Forse anche voi volete andarvene». Volete anche voi abbandonarmi fuggendo la mia Croce come fanno i mondani che agiscono così da anticristi?. Volete anche voi adattarvi alla mentalità di questo mondo, e quindi disprezzare la povertà della mia Croce per rincorrere la ricchezza? Volete evitare il dolore della mia Croce, per cercare i piaceri; odiare l'umiliazione della mia Croce, per ambire gli onori? Io ho molti falsi amici. Proclamano di volermi bene, ma in realtà mi hanno in odio, perché non amano la mia Croce. Tanti sono amici della mia tavola, pochissimi lo sono della mia Croce» (lettera agli Amici della Croce, 11).

 

 

5. Mezzi per liberarsi dallo spirito del mondo

 

Dobbiamo dunque liberarci da questo spirito contrario a Cristo per avvicinarci a Lui: «Il mondo, infatti, è corrotto a tal punto, che gli stessi cuori religiosi sono ricoperti quasi necessariamente se non dal suo fango, almeno dalla sua polvere» (TVD 89).

 

a) Primo proposito: fuggire le occasioni pericolose. L’ anima che aspira alla santità deve soprattutto rinunciare volentieri agli spettacoli mondani, nella maggior parte dei quali il mondo inocula il suo veleno, semina i suoi errori ed eccita le passioni più basse. Basti pensare al veleno contro la Fede che riceviamo costantemente anche dalla televisione. Qui più che altrove vale il detto dello Spirito Santo: Chi ama il pericolo perirà in esso (Eccli 3,27).

Certamente che non è necessario rinunciare a tutti gli spettacoli, ma sì alla maggior parte di essi. Dice Royo Marin: “A nessuno sembri eccessiva la rinuncia alla maggior parte degli spettacoli e divertimenti. In realtà, nulla rinuncia chi lascia tutte le cose per Dio, giacché tutte le creature, al dire di san Giovanni della Croce, sono come se non esistessero davanti a Lui. Soltanto alla nostra cecità appare troppo caro il prezzo della santità”.

 

b) Secondo proposito: ravvivare la fede. La fede è la vittoria che vince il mondo (I Gv 5,4). “Illuminati da essa, dobbiamo opporre alle false massime del mondo le parole di Cristo; alle sue lusinghe e seduzioni, le promesse eterne; ai suoi piaceri e divertimenti, la pace e la serenità di una buona coscienza; alle sue ironie e ai suoi disprezzi, il coraggio dei figli di Dio; ai suoi scandali e cattivi esempi, la condotta dei santi e la costante affermazione di una vita irreprensibile davanti a Dio ed agli uomini”. Alla luce di questi due testi biblici da considerare: L’ uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché esse sono pazzia per lui; e non le può conoscere, perché devono essere giudicate spiritualmente (1 Cor 2,14).

 

La predicazione della croce è pazzia per quelli che periscono, ma per noi, che veniamo salvati, è la potenza di Dio. (…) Poiché il mondo non ha conosciuto Dio mediante la propria sapienza, è piaciuto a Dio, nella sua sapienza, di salvare i credenti con la pazzia della predicazione (1 Cor 1,18.21).

 

c) Terzo proposito: considerare la vanità del mondo: Il mondo passa velocemente: Presto passa la figura di questo mondo (I Cor 7,31) e con esso svaniscono i suoi piaceri e le sue concupiscenze: il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno (IGv 1,17). Non c’è niente di stabile sotto il cielo; tutto si muove e si agita come il mare quando infuria la tempesta. Il mondo, inoltre, cambia continuamente i suoi giudizi, le sue affermazioni, i suoi gusti e capricci; a volte rinnega quello che prima aveva applaudito con frenesia, andando da un estremo all’altro senza scrupolo, rimanendo solo costante nella facilità della menzogna e all’ostinazione nel male. Tutto passa e svanisce, solo Dio non cambia, diceva santa Teresa. E con Lui rimane per sempre la Sua verità: Et veritas Domini manet in aeternum (Sal 11 6,1); la Sua parola: La Parola di Dio rimane per sempre (IPt 1,1):); la sua giustizia: Justitia eius manet in saeculum saeculi (Sal 110,3), e colui che compie la sua divina volontà: chi fa la volontà di Dio rimane in eterno (IGv 1,17).

 

d) Quarto proposito: calpestare il rispetto umano. Il prestare attenzione a “quello che diranno gli altri” sminuisce la nostra dignità di cristiani e reca offesa a Dio. Per non “disgustare” quattro esseri insignificanti, che vivono in peccato mortale, si calpesta la legge di Dio e si ha rossore di mostrarsi discepoli di Gesù Cristo. Il divino Maestro ci avverte chiaramente nel Vangelo che non riconoscerà davanti al Padre colui che lo avrà rinnegato davanti agli uomini (Mt 10,33). Occorre assumere un atteggiamento franco e deciso davanti a Gesù, perché chi non è con lui è contro di lui (Cfr Mt12,30). San Paolo afferma di se stesso che non sarebbe discepolo di Cristo se cercasse di piacere agli uomini (Cfr Gal 1,10). Il cristiano desideroso di conseguire la santità non deve tenere in considerazione quanto il mondo può dire o pensare. Ed è meglio adottare fin dal primo momento una condotta chiara e risoluta affinché nessuno sia portato a dubitare dei nostri veri propositi e delle nostre reali intenzioni. Il mondo vi odierà e vi perseguiterà, ci ha detto il Maestro divino (Gv 15,18); però se troverà in noi delle persone decise ed irremovibili finirà con il lasciarci in pace. Solo con i codardi torna continuamente alla carica per attrarli nelle sue file. Il mezzo migliore per vincere il mondo è quello di non cedere un solo passo, di affermare con forza la propria volontà, di rinunciare per sempre alle sue massime e alle sue vanità.

 

Un testo di san Giovanni Maria Vianney (il santo Curato d’Ars):

“Vi dico figli miei con san Bernardo che da qualsiasi lato lo si guardi, il rispetto umano, che è la vergogna di compiere i doveri della religione a causa del mondo, tutto dimostra in lui disprezzo di Dio, delle sue grazie e cecità dell’anima. In primo luogo, figli miei, che la vergogna di praticare il bene, per paura del disprezzo e degli scherni di alcuni disgraziati empi o di alcuni ignoranti, è un mirabile disprezzo che facciamo in presenza di Dio, davanti al quale siamo sempre. Per quale motivo figli miei, questi cattivi cristiani ridono di voi e mettono in ridicolo la vostra devozione? O figli miei! Io vi dirò la vera causa: è che, non avendo la virtù per fare quello che fate voi, vi guardano con antipatia, perché con la vostra condotta svegliate i rimorsi della loro coscienza; ma state bene sicuri che i loro cuori, lungi dal disprezzarvi, vi professano grande stima. Se hanno bisogno di un buon consiglio o di raggiungere da Dio qualche grazia, non crediate che ricorrano a quelli che si comportano come loro, ma agli stessi che hanno preso in giro, almeno con la parola. Ti vergogni, amico, di servire Dio, per timore di essere disprezzato? Guarda Colui che è morto sulla croce; chiedigli se Lui si è vergognato vedendosi disprezzato e, di morire nel modo più umiliante su quell'infame patibolo. Oh, quanto siamo ingrati verso Dio, che sembra trovare la sua gloria nel proclamare, di generazione in generazione, che ci ha scelti per essere suoi figli! O Dio mio! Quanto è cieco e degno di disprezzo l’uomo che teme un misero “cosa diranno di me?” E non teme di offendere un Dio così buono!”.

 

6. Conclusione. I laici e la consacrazione del mondo a Cristo

 

Il vero atteggiamento è quello di trasfigurare il mondo elevandolo a Gesù Cristo. Si scrive nel nostro Direttorio di Terzo Ordine:

  • «Partecipi dell’ufficio sacerdotale di Gesù Cristo, i terziari devono cercare la consecratio mundi[1], la consacrazione del mondo, renderlo sacro, in rapporto con Dio e con il culto divino, trattando che le strutture terrene di ordine puramente umano e naturale, in cui si sviluppa la vita dei secolari che vivono nel mondo, si realizzi conforme al volere di Dio. “I laici sono chiamati e destinati ad onorare Dio nell’uso delle cose temporali e nella cooperazione al progresso temporale della società [...] lontani dalla fuga dal mondo sono chiamati a lavorare per santificarlo”[2].

  • Non dobbiamo mai dimenticare che “corrisponde ai laici, per la propria vocazione, cercare di ottenere il regno di Dio gestendo gli affari temporali e di ordinarli secondo Dio. Vivono nel secolo, cioè, in tutti i doveri e le occupazioni del mondo e nelle condizioni ordinarie della vita familiare e sociale con cui è intrecciata la loro esistenza”[3]. Qui entra la famiglia, il lavoro professionale, gli affari, le amicizie, la politica, i divertimenti onesti, ecc. Tutto questo deve consacrare il terziario del Verbo Incarnato, unendolo a Dio, giacché “sono chiamati da Dio affinché, svolgendo la loro professione guidati dallo spirito evangelico contribuiscano alla santificazione del mondo, dal di dentro, come un fermento. E così rendano manifesto Cristo davanti agli altri”[4].

  • Questa è la missione propria e peculiare del Terzo Ordine dell’Istituto del Verbo Incarnato, sanare e rilegare con Dio tutte le strutture umane che costituiscono la trama della vita secolare nel mondo “consacrandole”, cristianizzandole, cristo finalizzandole, affinché si compia la formula di San Paolo Tutto è vostro! Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio (1 Cor 3,23)» (Dir. Terzo Ordine nn. 155-157).

 

Tutto questo significa il rifiuto del mondo contrario a Cristo «sia per lealtà al mondo stesso che deve essere considerato un mezzo e non un fine, sia per lealtà a Dio, resistendo alle concupiscenze, tentazioni e peccati del mondo; essendo indipendenti dalle massime, burle e persecuzioni del mondo, dipendendo solo dalla nostra retta coscienza illuminata dalla fede; disposti al martirio per lealtà a Dio, che costituisce quindi il rifiuto pieno e totale del mondo cattivo» (Dir Terzo Ordine n. 50).

 

[1] Pio XII, Discorso al II Congresso mondiale dell’apostolato secolare, del 5/10/1957: AAS 49 (1957) 926.

[2] Giovanni Paolo II, Catechesi dei mercoledì (03/11/1993).

[3] LG, 30.

[4] Idem.

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